Ci sono periodi in cui sembra che tutto proceda normalmente, ma dentro qualcosa fatica a trovare il proprio equilibrio.
Magari ti senti spesso in ansia, fai fatica a staccare la mente, vivi lo studio o il lavoro con molta pressione oppure hai la sensazione di essere sempre “in rincorsa”. Altre volte il disagio è meno definito: non c’è un problema preciso, ma la curiosità di capire meglio te stesso, le tue emozioni o il modo in cui vivi le relazioni.
Sono situazioni molto comuni tra i giovani adulti, più o meno tra i 18 e i 28 anni: una fase della vita in cui si prendono decisioni importanti, si costruiscono relazioni, si cercano nuovi equilibri e, spesso, ci si confronta con aspettative molto elevate. Quelle degli altri e, a volte ancora di più, le proprie.
La psicoterapia può essere uno spazio in cui fermarsi, dare un significato a ciò che stai vivendo e ritrovare una direzione più chiara.
Finisce la scuola e arrivano l’università, i primi lavori, a volte un trasferimento in un’altra città. Cambia il rapporto con i genitori: non sei più un ragazzo, ma non sempre ti senti già del tutto indipendente. Le relazioni diventano più importanti, alcune amicizie si allontanano, altre nascono. E intanto sembra che tutti intorno a te sappiano esattamente dove stanno andando.
È una fase piena di possibilità, ma proprio per questo può essere faticosa. Avere tante strade davanti non sempre fa sentire liberi: a volte fa sentire bloccati, in ritardo, fuori posto. C’è chi la chiama “crisi del quarto di secolo”. Non è una diagnosi, ma descrive bene una sensazione che molti giovani adulti conoscono.
Forse ti riconosci in qualcuno di questi pensieri:
- “Tutti sembrano sapere cosa vogliono. Io no.”
- “Ho scelto questa facoltà, ma non so più se sia la strada giusta.”
- “Mi sento sempre indietro rispetto agli altri.”
- “Non ho energie, anche quando non faccio niente.”
- “Vorrei essere più autonomo, ma con la mia famiglia è complicato.”
- “In teoria va tutto bene. E allora perché non sto bene?”
Sono pensieri molto più diffusi di quanto sembri. Dare loro spazio e parole è spesso il primo passo per capire che cosa stanno cercando di dirti.
Molte delle persone che incontro arrivano per motivi come:
- ansia, stress e difficoltà a gestire la pressione quotidiana, dagli esami alle scadenze di lavoro;
- difficoltà nelle relazioni di coppia, con gli amici o in famiglia;
- problemi sul lavoro o nella scelta del proprio percorso di studi e professionale;
- difficoltà nel prendere decisioni importanti;
- momenti di cambiamento che generano incertezza: una laurea, un trasferimento, la fine di una relazione, il primo impiego;
- la fatica di costruire la propria autonomia rispetto alla famiglia d’origine;
- autostima fragile e confronto continuo con gli altri, anche sui social;
- bisogno di conoscersi meglio e comprendere il proprio modo di funzionare;
- desiderio di vivere le relazioni con maggiore serenità e autenticità.
Non è necessario attraversare una crisi profonda per iniziare un percorso. A volte basta la sensazione che qualcosa possa essere compreso meglio.
Come psicoterapeuta sistemico-relazionale considero ogni persona all’interno della propria storia, delle relazioni che ha costruito e del contesto in cui vive.
Le difficoltà che sperimentiamo non nascono mai nel vuoto: il modo in cui pensiamo, sentiamo e affrontiamo la vita è strettamente intrecciato alle esperienze che abbiamo vissuto e ai legami che ci accompagnano.
Per un giovane adulto questo sguardo è particolarmente utile. In questa fase si ridefinisce il legame con la famiglia d’origine: nella terapia sistemica si parla di “svincolo”, cioè il passaggio in cui si costruisce la propria autonomia senza per questo dover tagliare i ponti. È un processo delicato, che non riguarda solo te ma l’intero sistema di relazioni da cui provieni.
Durante gli incontri costruiremo uno spazio di ascolto in cui potrai raccontarti senza sentirti giudicato. Insieme cercheremo di comprendere il significato del tuo disagio, riconoscere le risorse che già possiedi e individuare nuovi modi di affrontare ciò che oggi ti mette in difficoltà.
L’obiettivo non è dirti cosa fare, ma aiutarti a leggere la tua storia da una prospettiva diversa, così da poter compiere scelte più consapevoli e costruire relazioni più soddisfacenti.
Mi piace pensare alla psicoterapia come a un abito di sartoria: ogni percorso è unico e si adatta alle caratteristiche di chi sceglie di percorrerlo.
Il primo incontro serve innanzitutto a conoscerci. La terapia è prima di tutto una relazione tra persone: una relazione con caratteristiche molto particolari e un certo sbilanciamento. Per questo è importante che chi si siede sul divano di fronte a me si senta a suo agio e senta di potersi fidare, al punto da condividere parti di sé che a volte sono poco conosciute anche a chi le vive.
Avrai il tempo di raccontare cosa ti ha portato a chiedere un aiuto, anche se le idee non sono ancora del tutto chiare. Insieme cercheremo di capire quali sono le difficoltà che stai vivendo, quali obiettivi potrebbero essere importanti per te e se un percorso psicoterapeutico è la scelta più adatta in questo momento.
Ricevo nello studio di Corso Bramante 61 a Torino, zona Lingotto–Molinette, a due passi dalla fermata Carducci-Molinette della metropolitana, e nello studio di Carmagnola, in Corso Sacchirone 15. Le sedute durano circa 50 minuti e gli orari si concordano insieme, tenendo conto dei tuoi impegni di studio o di lavoro.
Se senti il bisogno di fermarti, comprendere meglio ciò che stai vivendo o iniziare un percorso di maggiore consapevolezza, puoi contattarmi per fissare un primo colloquio.
Chiamami al +39 349 196 1577, scrivimi a grande.enrico@gmail.com oppure compila il modulo in questa pagina: ti ricontatterò per fissare un appuntamento.